invece di uno e raggiunse l'estremità meridionale del Sinai in metà tempo.

Subito dopo la guerra del 1956 Dayan completò il suo turno come capo di Stato Maggiore e lasciò l'esercito. Alcune malelingue sussurrarono che Ben Gurion preferiva star solo in tribuna durante la parata del primo Giorno dell'Indipendenza successivo alla guerra.

Cosa poteva fare un uomo come Dayan fuori dall'esercito? Fu un brutto periodo. Dapprima provò a studiare, andando ad ascoltare le lezioni all'università ebraica di Gerusalemme insieme alla figlia studentessa, ma non ci metteva un vero interesse. Nel 1959 il suo nome fu incluso, in sostituzione di quello del padre, nella lista del Mapai per il parlamento, e fu nominato ministro dell'Agricoltura. In questa carica riuscì come sempre a far discutere di sé, ma senza che si potesse attribuirgli successi importanti. I due ministeri che avrebbe voluto davvero •- Difesa e Affari esteri - erano detenuti da membri della vecchia guardia, che in Israele ancora più che altrove sono restii a passare la mano a gente più giovane prima di esservi costretti dalla chiamata di Dio.

Il declino di Dayan non era che un aspetto del declino complessivo dell'attivismo. La ritirata dell'esercito dal Sinai e da Gaza dopo la stupefacente vittoria militare lasciò sugli israeliani un segno profondo, tanto più crudele in quanto erano passate solo ventiquattro ore tra l'annuncio di vittoria di Ben Gurion proclamante il « terzo regno d'Israele » e il discorso con cui il primo ministro informava con voce rotta di aver accolto la richiesta del presidente Eisenhower, autorizzando la ritirata. Parlando di « terzo regno » s'intendeva stabilire una continuità ideale dal « primo regno » •- quello di David, in

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