Le elezioni che avranno luogo il 28 ottobre 1969 non modificheranno lo schieramento partitico che abbiamo descritto, e che è talmente stabile da caratterizzare permanentemente l'Establishment sionista. Come ad ogni campagna elettorale, compariranno liste destinate a dissolversi il giorno stesso delle votazioni. L'Establishment centrato sul Partito operaio non verrà intaccato, a meno che mutamenti profondi non intervengano a scuotere l'ossatura stessa del quadro politico e ideologico israeliano.

E poiché già all'interno del Partito operaio esistono tutte le possibili sfumature politiche - dagli annessionisti estremisti sino ai fautori di una pace palestinese - per quanto concerne il problema più importante che Israele ha di fronte le elezioni non sono in grado di rispecchiare la realtà dell'opinione pubblica. Non esiste alcun mezzo per accertare se un cittadino che vota per la coalizione ruotante intorno al Partito operaio preferisce Golda Meir o il Mapam, Moshe Dayan o Abba Eban. Egli è costretto a votare per tutti insieme indifferenziatamente, e il futuro primo ministro sarà eletto da organi di partito senza che all'elettorato sia data la possibilità di pronunciarsi.

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